sabato 28 marzo 2009

"Long Dream" Di Higuchinsky

Long Dream
Giappone, 2000. Di Higuchinsky. Con Eriko Hatsune, Arai Ken, Asano Kaei, Ashizawa Shima, Horiuchi Masami, Kashiwabara Shuuji, Ooshima Mika, Suzuki Eiichiro, Suzuki Nobuaki, Taki Masako. Genere: Horror. Durata: 59’
Mukoda è un giovane che si fa ricoverare in ospedale per una sua strana sindrome: i suoi sogni diventano via via sempre più lunghi, fino ad occupare anche intere settimane. E con il passare del tempo, il ragazzo si trasforma in mostro. Mostro che, viene scambiato dalla morte dalla sconvolta Mami, ragazza affetta da tumore che teme di morire. Nel frattempo il dottor Kuroda è ossessionato da Kana, una ragazza morta diverso tempo prima…

Il debutto di Higuchinsky, regista nippoucraino conosciuto dal pubblico occidentale soprattutto grazie al film “Uzumaki” (distribuito anche in Italia in dvd, con un buon doppiaggio) e alla sorta di remake low budget di “Battle Royale” che è “Tokyo 10+1” (che devo ancora vedere): un film assurdo, un mediometraggio horror che parte da un’idea assolutamente stupenda e originale (così come accadrà per “Uzumaki”), dimostrando che per creare storie di terrore non sempre serve ricorrere a fantasmi femminili dai capelli lunghi. Qui il terrore nasce dal sogno, e come molti cinefili sanno, è un argomento molto ricorrente nel tema dell’horror (“Nightmare”, “Nightmare Detective”), ma che qui è ripreso con un’inedita sfaccettatura: l’eternità del sogno unita all’incubo. Un uomo costretto a sognare per l’eternità, destinato a trasformarsi e a sgretolarsi. È in un ospedale degli orrori, dove ha luogo questo “Long Dream”, mediometraggio nettamente low budget e con effetti risibili e quasi amatoriali, film dalla forte potenza. Nonostante la struttura e la sceneggiatura da film televisivo, però, Higuchinsky incarna la sua filosofia di cinema epilettico mostrando un talento visivo davvero eclatante, soprattutto nella messa in scena della tensione, onnipresente. Il tema amoroso, poi, è il contorno di una vicenda a più intrecci narrativi. Consigliato agli amanti del genere.

EROTISMO 0/5 No.
VIOLENZA 3/5 C’è qualche bella idea splattere una stanza dalle mura completamente cosparse di emoglobina.
HUMOR 1/5 Humor involontario. Gli effetti speciali sono così risibili da strappare un sorriso e Mukoda si trasforma in un mostro ridicolo.
SENTIMENTO 2/5 C’è il tema dell’amore oltre la morte
ORIGINALITA’ 4/5 Alta. Higuchinsky è un genio, non c’è che dire. Anche se il merito va anche al manga da cui è tratto. L’idea di partenza poi è bellissima

IL MIO VOTO: 7

"Happiness Of The Katakuris" Di Takashi Miike


Happiness Of The Katakuris
Giappone, 2001. Di Takashi Miike. Con Sawada Kenji, Matsuzaka Keiko, Takeda Shinji, Nishida Naomi, Imawano Kiyoshiro. Genere: Commedia Nera- Musical
La famiglia dei Katakuris ha aperto un bell’albergo in montagna, dove pare però I clienti abbiano deciso di suicidarsi! Il primo cliente si toglie la vita e, per non infangare il nome della famiglia, i Katakuris lo seppelliscono in giardino. Una donna,intanto, muore soffocata nell’albergo dopo un rapporto sessuale con un lottatore di sumo. E il cimitero dietro casa comincia a riempirsi

Pazzo, pazzo Miike! Rivisita la macabra commedia coreana “The Quiet Family” di Kim Ji-Won e la rivisita con allegria, colori e persino parecchi siparietti musicali. E così tra zombie e morti accidentali, c’è sempre la follia miikiana, questa volta completamente celata dietro sorrisi e colori sgargianti. Eccentrica commedia dalle mille sfaccettature, con personaggi bizzarri e introduzioni di insensati, ma geniali, disegni in basso rilievo di creatori quasi Tim Burtiane. Imperdibile il finale! La morte vista con leggerezza, geniale. (9)

"Silver-Shiruuba" Di Takashi Miike


Silver- Shiruuba
Giappone, 1999. Di Takashi Miike. Con Haga Kenji, Kandori Shinobu. Genere: Azione
Jun è un’ex agente dell’FBI viene contattata per cercare di combattere le forze del male, decise a conquistare il mondo. Quindi, diventerà una wrestler femminile per dare la caccia ai cattivi. Sul ring cambia il nome in Silver, i cui genitori sono stati uccisi e chiede sete di vendetta…
Miike! Sempre più enfant terrible, sempre più estremo, sempre più (volutamente) pazzo firma questo filmetto digitale ed exploitation, dove non manca il sadomasochismo e tante altre perversioni degne del regista. Non v’è l’originalità del latte di “Visitor Q”, ma non manca anche qui un’originalità non indifferente. Adrenalinico, vivace, “Silver” doveva essere l’episodio pilota per una serie televisiva che non ha mai preso avvio. Qui si spiegano i punti lasciati in sospeso e il finale apertissimo, finale che lascia a bocca aperta. Un film minore ma non brutto, da vedere senza pretese. MA QUANTO GRANDI SONO LE TETTE DELLA PROTAGONISTA? (6)

EROTISMO 4/5 Le tette della protagonista. Il cazzo gigante pixelato. Il sadomaso.
VIOLENZA 2/5 Donne che combattono. :P
HUMOR 3/5 a tratti esilaranti
SENTIMENTO 0/5 No.
ORIGINALITA’ 4/5 Assurdo.

"Visitor Q" Di Takashi Miike


Visitor Q
Giappone, 2001. Di Takashi Miike. Con Endo Kenichi, Uchida Shungiku, Watanabe Kazushi, Nakahara Shôko, Fujiko, Mutô Jun, Suzuki Ikko.Vietato Ai Minori Di 18 Anni.
Una famiglia all’apparenza comune. Il padre necrofilo vuole fare un film sulla violenza e sul bullismo e fa sesso con la figlia. La madre è eroinomane e si prostituisce per comprarsi la droga. La figlia adolescente è fuggita di casa per prostituirsi. Il figlio adolescente è sbeffeggiato dai compagni e si sfoga picchiando la madre. L’arrivo di un misterioso visitatore (il visitor q del titolo) sconvolgerà l’intera famiglia, fino a riunrla


Uno dei più cattivi ed estremi film realizzati. Miike non conosce limite! Esplora sempre più, in modo quasi iperbolico, la razza umana e lo fa attraverso necrofilia, incesto, omicidio… criticando aspramente la società borghese. Girato in una sola settimana, in digitale con pochissimi soldi, Miike realizza uno dei suoi più grandi capolavori: angosciante, terribile, macabro e oscuro. Con un humor infallibile che appare nel momento meno opportuno e con quel finale così poetico e genuino: la madre (interpretata dalla scrittrice e disegnatrice di manga Uchida Shungiku) che riunisce l’intera famiglia con il suo latte materno. Un raggio di speranza all’interno della decadenza umana. (10)

EROTISMO 5/5 Sesso. Tette. Feticci. Prostitute. Incesto. Necrofilia. WOW!
VIOLENZA 5/5 Teste spaccate, bullismo, sodomia, frustate, coltelli volanti, soffocamento, corpi fatti a pezzi...
HUMOR 2/5 Humor nero. Nerissimo. Sarcastico.
SENTIMENTO 1/5 Al diavolo il perbenismo. Anche se c'è qualche raggio di speranza
ORIGINALITA’ 5/5 incredibile. Il finale è degno di venerazione

"Audition" Di Takashi Miike


Audition
Giappone, 1999. Di Takashi Miike. Con Ishibashi Ryo, Shiina Eihi, Tetsu Sawaki, Osugi Ren, Renji Ishibashi, Negishi Toshie. Genere: Drammatico. Vietato Ai Minori Di 14 Anni.
Aoyama è un vedovo, che spronato dal figlio a cercare una nuova moglie, si affida all’amico produttore cinematografico, che gli propone un’audizione per fanciulle disposte ad ottenere un ruolo per un film. Con questa audizione, Aoyama avrà anche la possibilità di trovare moglie. Subito questo viene attratto dalla bella e eterea Asami, che appare subito come una lolitesca e misteriosa fanciulla che ha dovuto rinunciare alla danza, il suo sogno, per un problema alle anche…ma Asami non è quella dolce creaturina che tutti pensano sia…
Bellissimo. Forse uno dei migliori di Miike, un film che esplora fino in fondo l’inconscio estremo dell’essere umano con un sentimento tra la delicatezza e il pugno nello stomaco. Un film malatissimo, che parte quasi come un filmettino qualunque, come quelli che trasmettono su rete quattro il pomeriggio e poi diventa un incubo! Un incredibile e vorticoso incubo! Asami da angelo diventa carnefice, ma non è masochista o sadista, nel senso che gode nel vedere il suo uomo soffrire, lo fa perché è profondamente innamorata di lui. Pensa che l’unico modo per tenerlo con sé sia di tagliargli i piedi, di rinchiuderlo in un sacco e di fargli bere il suo vomito, affinchè si nutra di qualcosa che venga da lei. Un film profondo, isterico e epilettico. Una storia assolutamente imprevedibile in un limbo tra sogno e realtà. Che finale, poi! Che finale! (10)

EROTISMO 2/5 Tu devi amare solo me, capito? Me soltanto
VIOLENZA 4/5 Un piede mozzato. Una lingua mozzata. Aghi.
HUMOR 2/5 Le audizioni delle altre concorrenti sono esilaranti
SENTIMENTO 1/5 si, questa è una storia d'amore, ma non aspettatevi eccessi di buonismo
ORIGINALITA’ 5/5 altissima

"100 Days With Mr. Arrogant" Di Shin Dong-Yeob


100 Days With Mr. Arrogant
Corea Del Sud, 2004. Di Shin Dong-Yeob. Con Kim Jae-Won, Ha Ji-Won, Kim Tae-Hyeon, Min Han, Kim Chang-Wan, Lee Eung-Kyung. Genere: Comico. Durata: 94’
Ha-Young è una liceale che sta passando il giorno peggiore della sua vita e dalla rabbia scalcia una lattina trovata per terra, che colpisce in pieno l’auto di un universitario ricco, ribelle e viziato! Purtroppo Ha-Young vive in una famiglia che non si può permettere il pagamento di un’auto così costosa , così i due ragazzi prevedono un patto: lei diventerà la schiava di lui per cento giorni, ma il ragazzo renderà la vita di lei impossibile. Ha-Young, stanca della situazione, decide di vendicarsi…a modo suo
Divertentissimo film comico-romantico coreano creato su misura di teenagers, riesce comunque a staccarsi dal prototipo “My Sassy Girl” con destrezza, puntando più sul divertimento che sui sentimenti (indimenticabile la comicissima scena dell’ascensore). Risate inarrestabili, trovate eccezionali ed originali: un film che è realizzato per togliersi la tristezza di torno! Il finale è azzeccatissimo, nonostante sia abbastanza prevedibile. (8)

"The Iron Ladies" Di Youngyooth Thongkonthun


The Iron Ladies
Thailandia, 2000. Di Youngyooth Thongkonthun. Con Jesdaporn Pholdee; Sahaphap Tor; Ekachai Buranapanit; Giorgio Maiocchi; Chaicharn Nimpulsawasdi; Kokkorn Benjathikoon. Genere: Comico. Durata: 100’
Da una storia vera: siamo nel 1996 e in un liceo thailandese si stanno facendo le selezioni per la nazionale giovani thailandese. Mon ha un talento eccezionale per questo sport, ma è stato evitato da tutti perché omosessuale. Quando il vecchio couch si ritira e sopraggiunge una donna coach di larghe vedute decide di comprendere anche Mon e Jung, il suo amico travestito. Ciò scandalizzerà gli altri giocatori che si ritireranno dalla squadra. Alla fine Mon e Jung coinvolgeranno loro amici trans e gay ad unirsi alla squadra, che riuscirà incredibilmente a vincere il torneo di pallavolo di quell’anno!
Esuberante, frizzante commedia che non ha paura di andare oltre. Piacerà agli amanti dello sport per le acrobatiche partite di pallavolo, ma anche a chi ha bisogno di ridere da un po’ troppo di tempo. Irriterà invece chi preferisce le commedie di stampo occidentale alla “Scary Movie”: qui non c’è alcuna allusione sessuale, c’è solo esuberanza, gioia di vivere e qualche occasionale battibecco. Sebbene faccia ridere e sebbene abbia una buona metafora (l’accettazione del diverso), il film però cade più di una volta in un manierismo sterile. Imperdibile l’assurda sigla iniziale, che merita l’intera visione del film.Divertente (6)

EROTISMO 1/5 No. Anche se i riferimenti a sessualità, omosessualità e sesso sono alti.
VIOLENZA 1/5Una baruffa in un gay bar
HUMOR 3/5 Parecchie risate. Molti sorrisi.
SENTIMENTO 2/5 L'accettazione della propria natura. Il coraggio di dirlo ai genitori
ORIGINALITA’ 5/5 decisamente alta. Film assurdo.