sabato 11 aprile 2009

martedì 7 aprile 2009

"Susuk" Di Naeim Ghalili, Amir Muhammad


Susuk
Malesia, 2008. Di Naeim Ghalili, Amir Muhammad. Con Yasmin Ahmad, Sofia Jane, Ramona Rahman, Ida Nerina, Diana Rafar, Hairie Othman. Genere: Horror. Durata: 120’.

Soraya è una infermiera che vorrebbe diventare famosa e si sottopone ad un trattamento di bellezza, chiamato Susuk. Nello stesso tempo una cantante di nome Suzana pratica magia nera per manipolare il susuk e ad ogni infrazione scatta una morte, finchè gli omicidi di un fantasma vendicativo si moltiplicano sempre più…

Dopo l’interessante ma non troppo riuscito “Chermin”, la Malesia torna nel campo dell’horror con questo “Susuk”: fascinoso e raffinato film horror che indaga il potere della bellezza femminile vista come maledizione. Nulla di originale, vero? E vi sbagliate! “Susuk”, nonostante la presenza di un fantasma capellone, non è la classica ghost-story, ma forse non è nemmeno una ghost-story: qui l’orrore nasce dal suggerimento, dalla paura interiore di invecchiare o di trasformarsi. “Susuk” affronta il disagio di donne e uomini che vedono le proprie ambizioni sotterrate dall’aspetto fisico. La messa in scena del film è senza dubbio inquietante, ma al contempo incredibilmente raffinata. La fotografia satura e brillante è un altro punto in più per un film interessante e coinvolgente, che ha solo nella sceneggiatura la propria pecca: più la storia scorre e più diventa complessa, così complessa da perdere più di una volta il filo del discorso. E il finale diventa quasi incomprensibile, seppur realizzato ottimamente e partito da un ottima idea. In fin dei conti, però, “Susuk” è un ottimo film, che dimostra che ormai qualsiasi paese del Sud Est Asiatico è in grado di mettere in scena la propria visione d’orrore, magari facendo ricorso a qualche credenza folkloristica: se in Thailandia il chiodo fisso è il coffin, ovvero la bara dei morti (che appare nell’orrido “Seven Days In A Coffin” e in “The Coffin”, che devo ancora visionare), in Malesia c’è il trattamento di bellezza o lo specchio (come accadeva in “Chermin”): l’aspetto fisico, quindi. L’orrore nascosto dentro di noi.

EROTISMO 1/5 Niente sesso esplicito, ma vi è comunque una folla di gran belle ragazze, alcune di loro nude in una vasca di fiori galleggianti :O
VIOLENZA 2/5 Sangue presente, anche se in numero piuttosto esiguo. Qualche scena disturbante e una decapitazione con realativo corpo restante buttato dal balcone.
HUMOR 0/5 No.
SENTIMENTO 0/5 è un horror, non aspettatevi sentimentalismi
ORIGINALITA’ 4/5 decisamente originale, anche se non manca il fantasma capellone. Raffinato e suggestivo nella realizzazione

IL MIO VOTO: 7

"Dolls" Di Takeshi Kitano



Dolls
Giappone, 2002. Di Takeshi Kitano. Con Miho Kanno, Kyoko Fukada, Hidetoshi Nishijima, Tatsuya Mihashi, Chieko Matsubara. Genere: Drammatico. Durata: 118’
Tre storie d’amore si intrecciano tra di loro: Un giovane è innamorato di Sawaka, la sua fidanzata, ma è spronato dalla famiglia a sposare una donna ricca per acquistarsi un degno futuro. Il ragazzo decide di rispettare le decisioni dei genitori, ma Sawaka, disperata, tenta il suicido e impazzisce. Il suo innamorato, deciderà di fuggire con lei.
Uno Yakuza non dimentica una storia di amore passato, quando lasciò la sua ragazza per dedicarsi alla mafia. La donna, da quel giorno cominciò a preparare il pranzo ogni sabato per il suo amato e ad aspettarlo nel parco pubblico dove si erano innamorati…
Una famosa popstar subisce un incidente automobilistico e perde un occhio. Terrorizzata dall’idea di non piacere più ai suoi fans a causa del suo nuovo aspetto, sparisce dalle scene. Un suo fan, però, decide di accecarsi per farle capire di essere davvero innamorato di lei, che ora passa gran parte delle giornate sulla spiaggia, in silenzio


Takeshi Kitano è uno dei più noti registi giapponesi (nonché pittore, autore ecc.), partito da polizieschi bruttini, fino a concludere con assurdi e grotteschi film cubisti, ha sfornato, però, diversi indimenticabili capolavori: basti pensare a “L’Estate Di Kikujiro”, “Hana-Bi” e soprattutto “Dolls”: una bellissima tavolozza di colori trasformata in pellicola. “Dolls” dimentica completamente gli stilemi di Kitano, diviso tra poliziesco e comicità assurda: qui regna il silenzio, attraverso inquadrature seducenti e dolenti, attraverso la splendida recitazione di una Miho Kanno che non spende neanche una parola, attraverso i fiori, la prima vera e una corda rossa che lega le tre storie d’amore con incredibile bellezza. “DOlls” è il film più autoriale di Kitano, nonché un capolavoro e uno dei più grandi film mai realizzati in oriente: vivido, cristallino e a suo modo straziante, ma non privo di speranza. Finale, fotografia e colonna sonora da Oscar. Imperdibile.

LA SCENA INDIMENTICABILE: Il finale. Le ambientazioni. Ma il film stesso è una vera e propria scena indimenticabile.

EROTISMO 0/5 No.
VIOLENZA 1/5 Solo dei corpi morti, in un ascensore. Causa: Yakuza.
HUMOR 0/5 No.
SENTIMENTO 5/5 Tre stupende storie d’amore prive di sciocchi banalismi.
ORIGINALITA’ 5/5 Bellissimo e dalla grande originalità

IL MIO VOTO: 10+